MAURIZIO GOBBI CHIUDE IL MESE DANTESCO

Martedì 30 alla Sala Alberoni tratterà il tema: L’Amore come forza motrice universale – Dante fra Platone e Aristotele

Rinviata per il maltempo la conferenza già prevista per il 17 maggio scorso, il quarto e ultimo appuntamento del Mese Dantesco 2023, la tradizionale rassegna di incontri culturali promossa dalla Dante Alighieri, si terrà martedì 30 maggio, alle ore 17, nella Sala Alberoni della Biblioteca di Stato a Palazzo Valloni.

Il professor Maurizio Gobbi, noto e apprezzatissimo studioso e cultore del Sommo Poeta, nonché grande interprete e divulgatore della Divina Commedia, affronterà, attraverso la sua profonda cultura filosofica, un tema particolarmente interessante: “L’Amore come forza motrice universaleDante fra Platone e Aristotele”, un’analisi poetica sull’articolata evoluzione del concetto dell’amore in Dante nel corso del tempo e lungo la sua vasta produzione letteraria.

Ancora una volta l’immancabile contributo del professor Gobbi, sempre presente in ogni programma del Mese Dantesco sammarinese, nell’approfondire l’affascinante rapporto tra la poetica dell’opera dantesca e il pensiero filosofico, ricco di significati mistici e religiosi, permetterà riflessioni molto significative, soprattutto se confrontate e correlate ai tempi attuali.

Partendo dal presupposto che la vita di Dante, è caratterizzata da due sentimenti contrastanti eros e thanatos, amore e morte, Gobbi presenta le diverse composizioni all’interno delle quali si declina il concetto dell’amore espresso da Dante. Così nel periodo della giovinezza predomina l’ideale del dolce stil novo, che concepisce l’amore in senso platonico; esemplare a questo proposito il sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare.

Nella prima cantica della Divina Commedia Dante, sofferente per l’esilio, sprigiona sentimenti struggenti e alternanti di dolore e di amore che nel quinto canto raggiungono vette poetiche eccelse con Paolo e Francesca. Nel Purgatorio la piena e completa maturità del poeta si traduce in versi di raro lirismo. Ma è nel Paradiso che la concezione teologica aristotelica prende il sopravvento quando il Viandante ultraterreno percepisce che l’amore vero è Dio stesso ed è la forza motrice universale: L’amor che move il sole e l’altre stelle.

Queste significative riflessioni, ricondotte a quanto sta succedendo nella realtà del tempo attuale, ed il sottolineare come l’amore sia il motore dell’universo umano consentono di guardare con fiducia alle future sfide della nostra civiltà.